本站提供正體中文版。切換到正體中文本站提供简体中文版。切换到简体中文This site is available in English.View in Englishこのサイトには日本語版があります。日本語で表示이 사이트는 한국어로도 제공됩니다.한국어로 보기Diese Website ist auch auf Deutsch verfügbar.Auf Deutsch ansehenEste sitio web también está disponible en español.Ver en españolCe site est également disponible en français.Afficher en françaisEste site também está disponível em português.Ver em portuguêsDeze website is ook beschikbaar in het Nederlands.In het Nederlands bekijkenЭтот сайт также доступен на русском языке.Смотреть на русскомयह वेबसाइट हिन्दी में भी उपलब्ध है।हिन्दी में देखेंهذا الموقع متاح أيضًا باللغة العربية.عرض بالعربيةSitus ini juga tersedia dalam bahasa Indonesia.Lihat dalam bahasa IndonesiaBu site Türkçe olarak da mevcut.Türkçe görüntüleTa strona jest dostępna także po polsku.Wyświetl po polskuTrang web này cũng có phiên bản tiếng Việt.Xem bằng tiếng Việtاین وب‌سایت به فارسی هم در دسترس است.مشاهده به فارسی

Strumenti di riduzione del rumore con IA: NXT, DeepSNR e i loro amici

Fase lineare2022.06

Negli ultimi anni, il lavoro di rimozione delle stelle e di riduzione del rumore nelle immagini astronomiche è passato quasi interamente nelle mani degli strumenti di IA. Questo articolo mette in ordine alcuni dei più diffusi strumenti di riduzione del rumore con IA, insieme ai pregi, ai difetti e all’evoluzione da versione a versione che ho osservato nelle mie prove.

Perché la riduzione del rumore con IA è così potente?

Diamo prima un’occhiata a una serie di numeri, per farsi un’idea della scala dei modelli che stanno dietro a questi strumenti (misurata in numero di parametri):

  • StarXTerminator: 21 milioni
  • StarNet++: 54 milioni
  • StarNet V2: 30 milioni
  • NoiseXTerminator: 24 milioni
  • Topaz Denoise AI: 14 milioni

Tutti questi modelli hanno come concetti centrali la convoluzione (convolution), la multiscala (multiscale) e la soglia (threshold). Attualmente, nelle immagini del cielo profondo il loro impiego principale si riduce a due cose: la rimozione delle stelle e la riduzione del rumore.

Il punto chiave è questo: senza ricorrere al machine learning, senza ottimizzare i parametri sulla base di dati di addestramento mirati ai vari tipi di immagini di oggetti celesti, con i soli metodi tradizionali è in realtà molto difficile ottenere il risultato migliore per ogni sorta di oggetto. È proprio qui che risiede il valore degli strumenti di IA.

Anche la deconvoluzione può contare sull’IA: BlurXTerminator

Nel 2022, persino la deconvoluzione (Deconvolution) ha potuto essere affidata all’IA. Russell Croman (RC) ha scoperto un’ulteriore applicazione dell’IA nell’elaborazione delle immagini e ha realizzato BlurXTerminator.

Allora scelsi di scaricare la versione di prova di 30 giorni e la applicai a un’immagine di M1, la Nebulosa del Granchio, ripresa dieci anni prima: l’immagine a sinistra è il file originale con applicato solo il DBE, quella al centro è un risultato che avevo ottenuto in precedenza con la deconvoluzione nativa di PixInsight, e quella all’estrema destra è ciò che BXT ha realizzato con un solo clic. Il risultato era così buono che, al confronto, la deconvoluzione che avevo fatto a mano sembrava di quelle non proprio riuscite; e per giunta io ci avevo speso almeno 20 minuti a mettere a punto i parametri, mentre BXT ha finito in meno di un minuto. La conclusione è semplice: per ciò che vale la pena pagare, si paga: si risparmia tempo e per di più il risultato è ottimo.

Tre elaborazioni a confronto di M1, la Nebulosa del Granchio: solo DBE, deconvoluzione nativa di PI, BXT con un solo clic

(Sull’introduzione completa a BXT e sui punti a cui prestare attenzione esiste un articolo dedicato, perciò qui non mi dilungo.)

Un giro tra gli strumenti di riduzione del rumore

NoiseXTerminator (NXT)

NXT è attualmente lo strumento a pagamento di riduzione del rumore con IA più diffuso, ed è anche il termine di paragone a cui ricorro più volte in questo articolo. La sua evoluzione da versione a versione illustra bene la caratteristica dell’«iterazione continua» propria degli strumenti di IA.

Il problema delle stelle (l’epoca dell’AI1): agli inizi, usando NXT, se non si aggiungeva una maschera i nuclei delle stelle RGB venivano danneggiati, e al centro delle stelle di luminanza compariva anche un leggero Star Fade. All’epoca il problema non aveva soluzione; Russell accennò che sulla piattaforma Mac si presentava una situazione simile, e Windows evidentemente non ne era esente. Perciò, in quella fase, usare NXT significava abbinarlo diligentemente a una maschera delle stelle.

Dimostrazione dei problemi alle stelle causati da NXT

Aggiornamento all’AI2 (programma 1.1.4): dopo che ebbi segnalato il problema a Russell, con il nuovo modello di questa versione aggiornata nei nuclei delle stelle RGB rimaneva solo una lieve alterazione di colore, mentre lo Star Fade nei nuclei delle stelle di luminanza era sparito. Agli amici che usavano NXT consigliai allora di aggiornare quanto prima.

Confronto dello stato delle stelle prima e dopo l’aggiornamento AI2 di NXT 1.1.4

Un’ulteriore evoluzione all’AI3: la nuova versione AI3 porta effettivamente dei miglioramenti nella riduzione del rumore alle alte frequenze, però alle medie frequenze e sul rumore cromatico appare piuttosto nella media; nello stato lineare l’effetto sulle stelle luminose permane, ma è molto attenuato. In breve: gli amici che hanno acquistato NXT non dimentichino di fare l’upgrade, perché la resa complessiva dell’AI3 è davvero superiore a quella dell’AI2.

Confronto dell’effetto di riduzione del rumore tra NXT AI3 e AI2

DeepSNR

Uno strumento di riduzione del rumore con IA di nuova generazione per le immagini astronomiche, sviluppato da Nikita Misiura, l’autore di StarNet. Al momento supporta solo le immagini a colori e deve essere eseguito all’interno di PixInsight; il suo concorrente diretto sul mercato è proprio NXT.

Ho fatto un piccolo confronto: guardando i risultati nello stato lineare, da sinistra a destra ci sono nell’ordine l’immagine originale, il risultato di NXT e il risultato di DeepSNR. A quanto pare, DeepSNR se la cava piuttosto bene. Un altro grande vantaggio è che DeepSNR, al momento, è gratuito.

Confronto dei risultati di riduzione del rumore di NXT e DeepSNR nello stato lineare

Nelle prove successive, in realtà sia NXT sia DeepSNR se la sono cavata molto bene: confrontando i due risultati con Blink, ormai è difficile cogliere una differenza concreta. Da ciò emerge anche una valutazione pratica: il canale di luminanza ha bisogno di un’intensità ancora più alta? Ritengo di no: con un rapporto segnale/rumore (S/N) del genere, la fase lineare si trova più o meno nel punto ideale. Sull’RGB si può spingere un po’ di più, ma io tendo a lasciare un po’ di spazio per la fase non lineare.

Risultati di NXT e DeepSNR confrontati con Blink: ormai difficili da distinguere

Un vantaggio particolare di Adobe CRF Denoise

Per finire, aggiungo uno scenario di fotografia generale. Ho ripescato dal disco fisso un file originale di cielo stellato ripreso con una DSLR (posa di 30 secondi); l’immagine originale aveva molti hot pixel, ossia pixel caldi (quei puntini rossastri e verdastri). Di solito li eliminiamo sottraendo i dark ed eseguendo la Cosmetic Correction, ma dopo aver applicato il CRF Denoise di Adobe gli hot pixel sono spariti di netto; NXT, al contrario, ha eliminato solo il rumore lasciando gli hot pixel.

Perciò, per gli amici che fanno fotografia generale e non riprendono i dark, questo pregio del CRF Denoise viene pienamente alla luce.

La differenza tra CRF Denoise e NXT nel trattamento degli hot pixel su un file originale di cielo stellato di una DSLR

In sintesi

La riduzione del rumore con IA ha fatto progressi rapidissimi in questi anni, e gli strumenti non sono uno solo: NXT è maturo e continua a iterare, DeepSNR è gratuito e comodo da usare, e CRF ha un suo ingegnoso impiego nello scenario senza dark. Anziché ostinarsi su quale sia «il più potente», conviene tenere a mente due principi: sfruttare bene le maschere e lasciare un po’ di spazio nella fase lineare per ciò che viene dopo. Nella riduzione del rumore non è vero che più è forte, meglio è: trovare quel punto ideale, ecco dove sta la bravura.