本站提供正體中文版。切換到正體中文本站提供简体中文版。切换到简体中文This site is available in English.View in Englishこのサイトには日本語版があります。日本語で表示이 사이트는 한국어로도 제공됩니다.한국어로 보기Diese Website ist auch auf Deutsch verfügbar.Auf Deutsch ansehenEste sitio web también está disponible en español.Ver en españolCe site est également disponible en français.Afficher en françaisEste site também está disponível em português.Ver em portuguêsDeze website is ook beschikbaar in het Nederlands.In het Nederlands bekijkenЭтот сайт также доступен на русском языке.Смотреть на русскомयह वेबसाइट हिन्दी में भी उपलब्ध है।हिन्दी में देखेंهذا الموقع متاح أيضًا باللغة العربية.عرض بالعربيةSitus ini juga tersedia dalam bahasa Indonesia.Lihat dalam bahasa IndonesiaBu site Türkçe olarak da mevcut.Türkçe görüntüleTa strona jest dostępna także po polsku.Wyświetl po polskuTrang web này cũng có phiên bản tiếng Việt.Xem bằng tiếng Việtاین وب‌سایت به فارسی هم در دسترس است.مشاهده به فارسی

Dall'attrezzatura da 100.000 a 5 milioni di dollari taiwanesi, alla fine tutto punta alla stessa cosa: l'elaborazione delle immagini

Note2022.03

In questi anni di astrofotografia ho usato attrezzatura entro i 100.000 dollari taiwanesi e ho usato anche attrezzatura della categoria dei 5 milioni di dollari taiwanesi. Questi due estremi, lontani come il cielo dalla terra, hanno tuttavia un punto in comune: per quanto costosa sia l’attrezzatura, alla fine tutto punta alla stessa cosa: l’elaborazione delle immagini.

E per giunta, più soldi si spendono in attrezzatura, più serve l’elaborazione delle immagini. L’elaborazione delle immagini è probabilmente l’anello di questa passione che costa di meno eppure merita di più che vi si investa; e proprio essa è di solito anche la parte in cui meno persone sono disposte a investire.

Il fatto che allora abbia iniziato a girare qualche video e a scrivere qualche articolo, in realtà, all’inizio non era per insegnare a qualcuno, ma per lasciare una traccia a me stesso: per timore di dimenticare qualcosa in seguito e poter così tornare a ripassarlo. I fatti hanno dimostrato che è stata una decisione più che valida: in questi due anni, davvero più di una volta, quando avevo dimenticato un certo passaggio, ho richiamato alla memoria affidandomi ai video che avevo registrato e agli articoli che avevo scritto; hanno svolto un’ottima funzione di promemoria.

Le mie fonti di apprendimento sono state soprattutto alcuni astronomi, professionisti o amatoriali, all’estero, e ho iniziato praticamente da zero. In questi due anni ho impiegato oltre un centinaio di ore: solo pratica, e ancora pratica.

Ho sempre pensato che per un principiante imparare a fare elaborazione delle immagini con software avanzati non sia affatto una cosa impossibile: dipende tutto da quanto tempo e denaro si è disposti a investire. Né esiste qualcuno che abbia stabilito che l’uso del software debba per forza procedere per gradi: non è obbligatorio imparare prima DSS, poi APP e solo alla fine mettere mano a PixInsight. È un po’ come quando un principiante, fin da subito, compra direttamente un telescopio Takahashi: forse non sono in molti a farlo, ma non per questo è impraticabile.

Ognuno, per natura, intende la propria passione in modo diverso. Quanto a me, la porto avanti come se fosse un lavoro. E se con questa passione si possa guadagnare del denaro? Personalmente lo ritengo molto difficile, ma nemmeno del tutto impossibile.

Ammiro molto non pochi appassionati più esperti, in Taiwan e all’estero: pur non lavorando, la maggior parte di loro, in un settore legato all’astronomia, sono disposti a profondere molte energie nel condividere informazioni e tecniche, e questa generosità mi tocca profondamente. Anche per questo spero, nel tempo che il lavoro mi lascia, di condividere un po’ delle conoscenze pertinenti che ho in testa, così che insegnare e imparare si arricchiscano a vicenda: in fondo, è un guadagno tanto per chi condivide quanto per chi impara.