Quando serve una maschera: evitare che le stelle brillanti si brucino durante lo stretch
In rete si vede spesso un certo tipo di immagine: una grande stella brillante nell’inquadratura, dopo essersi saturata, diventa un ammasso grande e gonfio che si mangia tutto ciò che la circonda. Di solito non è un problema di ripresa, ma un caso di «serviva una maschera e non è stata usata» in fase di post-elaborazione. Questo articolo spiega quando serve una maschera, insieme a una fonte pratica per le maschere di stelle.
Senza maschera, le stelle brillanti si bruciano
Immagini un’immagine già alla sua fase finale, in cui sta facendo regolazioni fini di contrasto e luminosità. Per quanto bene le stelle siano state elaborate in precedenza, se in questo passaggio regola direttamente la luminosità dell’intera immagine senza alcuna maschera a proteggerla, il risultato apparirà come all’estrema sinistra della figura qui sotto: la grande stella brillante si satura per prima e poi esplode diventando una stella gigantesca. È proprio questo il motivo per cui tante «immagini con grandi stelle brillanti» in rete appaiono strane.

Al contrario, se applica una maschera di stelle come quella all’estrema destra della figura e poi regola il contrasto, la luminosità e la saturazione dell’immagine, le stelle non ne verranno influenzate:
- le grandi stelle brillanti non si ingrandiscono né si deformano per questo;
- e le piccole stelle non sviluppano anelli di colore o macchie di colore ai bordi o al centro per via dell’aumento della saturazione, cosa che altrimenti rovinerebbe l’aspetto d’insieme.
Il risultato che si ottiene alla fine si avvicinerà all’immagine al centro della figura: stelle pulite e stelle brillanti tenute a freno.
Come realizzare questo tipo di maschera
L’uso di questo tipo di maschera di stelle non si limita a PixInsight; può anche salvarla come TIF o in un altro formato adatto e portarla in Photoshop per usarla come maschera di livello.
Quanto a come generare la maschera stessa? Tradizionalmente lo strumento di PI per creare maschere tramite rilevamento delle strutture non funziona bene con le grandi stelle brillanti; detto in parole povere, le grandi stelle brillanti spesso non vengono considerate «stelle» e gli sfuggono. Il mio metodo consiste nell’usare la maschera di stelle che StarNet 2 «genera di passaggio» quando rimuove le stelle, prendere quell’immagine di stelle, ritoccarla un po’ e usarla. In questo modo persino le grandi stelle brillanti vengono coperte in modo affidabile, molto più che con il tradizionale rilevamento delle strutture.
In sintesi
Uno degli usi di una maschera è «racchiudere e proteggere» le stelle già elaborate quando si fanno regolazioni globali di luminosità, contrasto e saturazione. Decidere se usarla è molto semplice: ogni volta che nell’inquadratura ci sono stelle brillanti evidenti e sta per fare uno stretch o un potenziamento della saturazione, dovrebbe prima preparare una maschera di stelle, così che le stelle brillanti che ha faticato tanto a catturare non si brucino all’ultimo passaggio.