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Miti comuni sugli algoritmi di rejection dei pixel nell'integrazione

Preelaborazione e stacking2021.07

Quale algoritmo di rejection usare quando si integra? In rete circola una regola empirica del tipo «scegli il metodo di rejection in base al numero di pose», e molti tutorial la copiano di sana pianta. Ma questa regola, in realtà, cela non pochi miti, e in questo articolo espongo il mio punto di vista.

La regola empirica comune

Le «rules of thumb» che circolano in rete sono più o meno le seguenti:

  • Se si hanno meno di 15–20 pose, si usa la median integration e non si fa sigma clipping.
  • Se si hanno più di 15–20 pose ma meno di 40–50, si usa la average integration con outlier rejection, kappa impostato a 2.5 e 2 iterazioni.
  • Se si hanno più di 40–50 pose, si usa la average integration con outlier rejection, kappa impostato a 3 (o più) e una sola iterazione.

Il mio punto di vista

Questa nozione dello «scegliere il metodo di rejection in base al numero di pose» è in realtà un po’ datata, e i problemi sono:

  1. Controllare prima la qualità delle immagini è la vera risposta. Se la qualità non è ben tenuta sotto controllo, qualunque metodo di rejection si scelga è inutile.
  2. Ogni algoritmo di rejection ha i propri pregi e difetti, perciò giudicare solo in base al numero di pose non è accurato.
  3. Se si sceglie il metodo di rejection in base al numero di pose, come ci si comporta quando le pose sono pochissime? Lo schema stesso non è in grado di coprire tutti gli scenari.

Qualche precisazione

  • Le regole qui sopra «non consiglio» di accettarle in blocco (la fonte originale è un passo pertinente del forum di APP); non poche delle loro impostazioni dei parametri sono in realtà problematiche.
  • Reject kappa si divide in high e low; salvo esigenze particolari, non li imposto entrambi allo stesso valore.
  • Personalmente non ho mai usato l’integrazione per mediana (median), perché le mie immagini le ho già controllate in qualità in anticipo.

In sintesi: anziché arrovellarsi su «quante pose vadano abbinate a quale metodo di rejection», è meglio prima fare bene il controllo di qualità delle immagini, capire le caratteristiche e gli scenari d’uso dietro ciascun metodo di rejection e poi regolarsi in base ai dati reali.