Potenziare le immagini di una fotocamera a colori con un filtro dual-band
Una fotocamera a colori (OSC) abbinata a un filtro dual-band (doppia banda stretta) è una combinazione molto in voga negli ultimi anni. Ma le stelle riprese con il filtro hanno colori strani e anche lo sfondo risulta strano; l’RGB puro, d’altra parte, ha spesso troppa poca nebulosità. Questo articolo mette in ordine un metodo per «prendere il meglio di entrambi e compensare le carenze dell’uno con l’altro»: usare il segnale del filtro dual-band per potenziare l’immagine a colori RGB originale.
Perché compensare le carenze reciproche
Vediamo prima un confronto molto intuitivo. La maggior parte delle immagini riprese con fotocamere a colori che si trovano in rete di solito mostra soltanto una delle due:
- A sinistra (senza filtro): presenta una nebulosità fioca, ma le stelle sono normali.
- A destra (con un filtro dual-band): presenta una migliore nebulosità rossa, ma i colori delle stelle e dello sfondo sono strani.

Entrambe hanno pregi e difetti. Perciò, proprio come nell’impostazione di elaborazione di una fotocamera monocromatica, estrarre i punti di forza di ciascuna delle due immagini e compensarne le carenze reciproche è il modo per presentare il risultato migliore: conservare le stelle normali dell’RGB e, al tempo stesso, aggiungere la nebulosità potenziata dal filtro dual-band.
Nebulose: aggiungere Ha e OIII all’RGB passo dopo passo
Il metodo concreto consiste nello sfruttare i segnali Ha e OIII dell’immagine ripresa con il filtro dual-band per potenziare l’immagine a colori RGB esistente. Questo flusso risolve al tempo stesso i problemi della scarsa nebulosità dell’RGB e dei colori strani delle stelle e del tono di nebulosa monotono del dual-band. Vediamolo con un confronto a quattro riquadri:
- In alto a sinistra: ripresa con una fotocamera a colori (RGB)
- In alto a destra: ripresa aggiungendo un filtro dual-band (Ha + OIII)
- In basso a sinistra: aggiungere il segnale Ha all’immagine in alto a sinistra (RGB + Ha)
- In basso a destra: aggiungere poi il segnale OIII all’immagine in basso a sinistra (RGB + Ha + OIII)

(Questo esempio usa una ZWO ASI 2600MC e un obiettivo Askar ACL 200, con filtro dual-band Antlia ALP-T Dual Band 5nm.)
Ho anche applicato una volta a una nebulosa oscura il metodo «usare PixelMath per aggiungere Ha a un’immagine a colori» condiviso da Chu Yi-Ching. Il suo uso originario era rivolto alle galassie, ma applicato alle nebulose sembra riuscire altrettanto bene.

Galassie e galassie nane: si applica allo stesso modo
Questo metodo di potenziamento non si applica solo alle nebulose: vanno bene anche le galassie o le galassie nane, per esempio la Grande Nube di Magellano. Vediamolo con un confronto a quattro riquadri:
- In alto a sinistra: un’immagine a colori ripresa per 6 ore
- In alto a destra: un’immagine con filtro dual-band ripresa per 10 ore
- In basso a sinistra: RGB + Ha
- In basso a destra: RGB + Ha + OIII

Negli ultimi anni esistono anche filtri all-in-one RGB+Ha, che mi sembrano piuttosto adatti a riprendere galassie o galassie nane; con appena cinque ore e mezza di immagini OSC il risultato è già abbastanza buono.


Va ricordato che anche questo tipo di ripresa ha i suoi ostacoli pratici: le fotocamere con un alto numero di megapixel (per esempio i 60 megapixel della QHY 600C) generano file molto grandi, ed eseguire un WBPP richiede parecchio tempo; e se le aberrazioni dell’obiettivo sono marcate (per esempio, con certi obiettivi le stelle restano rosse da un lato e blu dall’altro anche dopo aver separato i tre canali RGB), quella è una parte che nemmeno questo metodo riesce a salvare.