Pre-elaborazione manuale: cosa fare senza WBPP
Lo script WBPP di PixInsight è estremamente comodo, e la versione attuale è in grado di completare in automatico quasi tutto il lavoro di pre-elaborazione. Stando così le cose, perché prendersi la briga di imparare il flusso manuale? Perché quando il software dà problemi, o quando l’immagine stessa non si presta a essere affidata dall’inizio alla fine a WBPP, procedere manualmente passo dopo passo è spesso l’unico modo per verificare lo stato dell’immagine senza sprecare tempo. Questo articolo raccoglie il flusso di pre-elaborazione manuale per le immagini da camera monocromatica e i casi in cui conviene passare al manuale.
Il flusso di pre-elaborazione manuale per una camera monocromatica
Prendiamo come esempio un set di immagini LRGBHa riprese con una camera CCD monocromatica (dove LRGB è a Bin 1 e Ha è a Bin 2). L’intero flusso di pre-elaborazione è, a grandi linee, il seguente:

- Calibrare le immagini con WBPP.
- Creare una Defect Map.
- Rimuovere gli hot pixel (pixel caldi) con Cosmetic Correction.
- Rimuovere le bad column (colonne difettose) con la Defect Map.
- Registrare le immagini LRGB (Bin 1).
- Registrare le immagini Ha (Bin 2).
- Applicare NSG a ciascun canale separatamente.
- Impostare un metodo di pixel rejection adeguato e integrare ciascun canale separatamente.
Alcune differenze da tenere a mente:
- Camere CMOS: l’unica differenza è che si salta il passaggio di rimozione delle defect column (il passo 4); per il resto è, in linea di principio, identico.
- Camere OSC (a colori): la differenza è che prima della registrazione occorre fare il Debayer; si può anche eseguire il CFA Drizzle, ma il flusso è più complesso.
- Naturalmente, se le immagini non presentano alcun problema, elaborando immagini CMOS con l’ultima versione di WBPP i passaggi qui sopra si possono ridurre a un unico passo — a patto che WBPP sia configurato correttamente.
Quando conviene passare al manuale?
Allora, in quali situazioni vale la pena rinunciare al «WBPP con un clic» e passare invece al manuale?

Lo scenario tipico è: riprese con CCD nell’arco di più notti, con immagini che presentano molti difetti da correggere e in cui ogni notte ha i propri flat. In casi come questi, realizzare a mano, passo dopo passo, i frame di calibrazione necessari, calibrare le immagini, rimuovere i difetti, registrare le stelle, LN (NSG) e integrare le immagini è di solito la scelta migliore.
L’immagine qui sopra è M82, ripresa con «Latte» e una CCD, con ciascuno dei cinque canali LRGBHa che ha completato la pre-elaborazione ed è sul punto di entrare nella fase lineare: è stata realizzata proprio così, passo dopo passo. Certo, si possono buttare tutti i file dentro WBPP e farlo girare, ma ciò che ne esce spesso non è quello che si vuole, e non appena serve una piccola correzione tocca rifare tutto da capo, con notevole spreco di tempo. L’elaborazione manuale è lenta, è vero, ma è l’unico modo per verificare lo stato dell’immagine a ogni singolo anello della catena senza lavorare a vuoto. Una volta acquisite bene le basi della pre-elaborazione, quando sorge un problema saprà con esattezza quale anello si è rotto.