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Comprendere bene lo stretch a schermo con STF: concetti e tecniche

Stretching e fase non lineare2021.06

Appena terminata l’integrazione, l’immagine di astrofotografia appare sempre come una distesa nera, e molti non sanno da dove cominciare. La Screen Transfer Function (STF, stretch tonale a schermo) di PixInsight è nata proprio per risolvere questo grattacapo. Questo articolo riunisce in un unico posto i concetti centrali della STF e alcune tecniche pratiche.

Che cosa fa davvero la STF: stira lo schermo, non modifica l’immagine

Il concetto più importante della STF è questo: applica lo stretch solo allo stato di visualizzazione a schermo e non modifica mai in modo permanente i valori dell’immagine. Questo le permette di esaminare il contenuto dell’immagine e di eseguire un’elaborazione lineare nello stato lineare, senza dover prima applicare in modo permanente lo stretch all’immagine.

Per vederlo in modo più concreto, si può osservare il valore K del fondo: nello stato lineare il fondo cielo si colloca all’incirca a 0,003; una volta applicato lo stretch permanente, invece, il fondo cielo sale a circa 0,12. I due appaiono simili a schermo, ma i valori sottostanti sono del tutto diversi.

Perciò, smetta di dire «l’immagine nera non si vede, non c’è modo di lavorarci». In PI, insieme alla STF, si può fare comodamente l’elaborazione lineare e verificarne subito l’effetto. Oltre a PI, anche software come MaxIm DL e CCDStack hanno funzioni analoghe.

Operazioni di base: Ctrl+A e quel pulsante nucleare

Selezioni un’immagine già integrata, prema Ctrl+A sulla tastiera (auto screen transfer function), oppure faccia clic sul pulsante della STF soprannominato «nuke» (nucleare), e vedrà subito che aspetto ha l’immagine integrata nel suo stato lineare.

Se il risultato dopo la STF le piace, può trascinare le impostazioni della STF su HistogramTransformation per applicare lo stretch permanente all’immagine, e poi esportarla in qualsiasi software voglia usare per proseguire (per esempio Photoshop, Affinity Photo o Lightroom).

Tutto rosso o tutto verde dopo lo stretch? Prima prema quel lucchetto

Molti, dopo aver acquistato PI, usano solo la STF, premendo il pulsante nucleare per applicare automaticamente lo stretch all’immagine. Ma spesso incappano in un problema: dopo lo stretch l’intera immagine appare come una distesa di rosso o di verde, e non sanno che fare.

La soluzione è: prema il lucchetto in cima alla STF (che scollega i canali RGB) e poi prema di nuovo il pulsante nucleare; l’immagine apparirà normale. Prendendo M101 come esempio: quando il cursore legge il fondo, si accorgerà che il valore del rosso è molto più alto di quelli del verde e del blu; una volta scollegati i canali RGB, la STF trova automaticamente per ogni canale la posizione di stretch più adatta.

Confronto prima e dopo lo scollegamento dell’RGB, con la dominante di colore dello stretch STF corretta

Attenzione però: la STF fa apparire la visualizzazione normale solo in via temporanea. Per risolvere davvero la dominante di colore, si può usare Background Neutralization per neutralizzare il fondo, così che i valori di fondo dei singoli canali RGB si avvicinino tra loro, e poi eseguire la calibrazione del colore; naturalmente, si può anche scegliere di lasciare che sia PCC a svolgere automaticamente questi compiti.

Copiare le impostazioni STF: confrontare correttamente immagini diverse

Non pochi sanno che la STF è molto comoda, ma poiché è uno stretch automatico, premendo Ctrl+A ogni immagine viene stirata in una proporzione diversa in base ai propri valori. Ciò significa che, anche se l’immagine A e l’immagine B appaiono simili a schermo, le loro impostazioni STF sottostanti sono in realtà diverse: è una conseguenza dell’automatismo, non un segno che il segnale sia davvero uguale.

Se vuole usare la STF per confrontare davvero la differenza di segnale tra le due immagini A e B, le versioni più recenti di PI (dalla 1.8.9 in poi) possono copiare direttamente le impostazioni STF di un’immagine su un’altra, senza dover applicare uno stretch permanente all’immagine con valori fissi.

Come fare: usi Alt + tasto sinistro del mouse per trascinare la scheda di un’immagine sulla scheda di un’altra.

Illustrazione dell’operazione di copiare le impostazioni STF su un’altra immagine

Per lo stesso motivo, se vuole confrontare l’intensità del segnale tra più immagini nello stato lineare, si ricordi di usare Alt per copiare lo stesso set di impostazioni STF su tutte le immagini da confrontare. Se preme Ctrl+A separatamente su ciascuna immagine, il grado di stretch a schermo sarà di solito diverso, e non potrà confrontare correttamente le differenze di segnale. Prendendo IC 2944 come esempio, si vede con chiarezza che il segnale SII in alcune regioni è molto debole rispetto a Ha e OIII.

Confrontare con le stesse impostazioni STF le differenze di intensità del segnale di SII, Ha e OIII in IC 2944

Versione nascosta: la STF potenziata

Infine condivido un piccolo trucco che molti non conoscono. Oltre a premere semplicemente il pulsante nucleare, la STF ha in realtà un uso nascosto: tenendo premuto Shift mentre si fa clic sul pulsante nucleare, l’immagine mostrerà una versione potenziata dell’effetto di stretch a schermo della STF.

Come si vede nell’immagine, a sinistra c’è la versione normale della STF e a destra il risultato della versione potenziata.

Confronto dell’effetto di visualizzazione tra la STF normale (a sinistra) e la STF potenziata (a destra)