本站提供正體中文版。切換到正體中文本站提供简体中文版。切换到简体中文This site is available in English.View in Englishこのサイトには日本語版があります。日本語で表示이 사이트는 한국어로도 제공됩니다.한국어로 보기Diese Website ist auch auf Deutsch verfügbar.Auf Deutsch ansehenEste sitio web también está disponible en español.Ver en españolCe site est également disponible en français.Afficher en françaisEste site também está disponível em português.Ver em portuguêsDeze website is ook beschikbaar in het Nederlands.In het Nederlands bekijkenЭтот сайт также доступен на русском языке.Смотреть на русскомयह वेबसाइट हिन्दी में भी उपलब्ध है।हिन्दी में देखेंهذا الموقع متاح أيضًا باللغة العربية.عرض بالعربيةSitus ini juga tersedia dalam bahasa Indonesia.Lihat dalam bahasa IndonesiaBu site Türkçe olarak da mevcut.Türkçe görüntüleTa strona jest dostępna także po polsku.Wyświetl po polskuTrang web này cũng có phiên bản tiếng Việt.Xem bằng tiếng Việtاین وب‌سایت به فارسی هم در دسترس است.مشاهده به فارسی

Il software di stacking conta? Una prova e un sondaggio

Preelaborazione e stacking2024.01

Il software di stacking conta davvero? Molti pensano che lo stacking non sia altro che sommare le immagini, e che quindi quale software si usi faccia più o meno lo stesso. Questo articolo affronta la questione con una prova sul campo e un sondaggio nella community — e la conclusione è: il software fa davvero la differenza.

Una prova inaspettata

All’origine di tutto c’è un appassionato che mi ha fornito un’immagine rovinata, percorsa da strane trame. Ho armeggiato a lungo nel WBPP di PixInsight senza riuscire in alcun modo a riprodurre quella sua immagine difettosa; solo alla fine, chiedendo, ho scoperto che aveva fatto lo stacking con ZWO ASI Studio.

Confronto dei risultati dello stacking: a sinistra PixInsight, a destra ASI Studio

Nello spirito della sperimentazione, ho scaricato e installato anch’io ASI Studio. La sua velocità di stacking è elevatissima — così tanto da farmi sospettare che stesse facendo solo semplici operazioni aritmetiche: 10 frame ciascuno di light, dark, flat e bias, pronti in una ventina di secondi. Anche se il risultato non sembrava grave come quello dell’appassionato, mettendolo fianco a fianco con lo stack di PI il verdetto era chiaro: ASI Studio aveva rovinato lo stacking. Nell’immagine qui sopra, a sinistra c’è PI e a destra ASI Studio; riesce a notare la differenza?

Un promemoria en passant: problemi di immagine di questo tipo hanno spesso molte possibili cause, che una schermata o una semplice descrizione a parole di frequente non riescono a trasmettere. Perciò, se si vuole risalire alla causa, la cosa migliore è fornire anche i file grezzi: solo così si può davvero individuare il rimedio giusto per il sintomo.

Un sondaggio nella community: con che cosa fa lo stacking la gente?

Ma allora, nella pratica, quale software usa la gente per lo stacking? Una volta ho condotto un sondaggio nella community, 101 voti in tutto, con i primi quattro posti come segue:

I risultati del sondaggio sui software di stacking per il cielo profondo

  1. PixInsight — 50% (circa 300 euro)
  2. DSS (DeepSkyStacker) — 24% (gratuito)
  3. APP (AstroPixelProcessor) — 18% (165 euro)
  4. Siril — 6% (gratuito)

Alcune osservazioni:

  • Chi fa lo stacking con PI rappresenta già circa la metà dei voti totali. E, secondo un sondaggio precedente, tra chi usa PI un altro venti o trenta per cento probabilmente non fa affatto lo stacking con PI, ma usa forse soltanto process come DBE o BXT. PI è oggi probabilmente la migliore piattaforma per le operazioni lineari, lo script WBPP è ormai maturo, e fare lo stacking con PI non è più un tale rompicapo.
  • Sorprende che il veterano DSS abbia ancora quasi un quarto degli utenti, superando persino APP, celebre per i suoi mosaici.
  • Il quarto classificato, Siril, è soprannominato «piccolo PI», dispone di un’interfaccia in cinese e di una parte delle funzioni di PI, eppure la sua quota d’uso è sorprendentemente solo il 6%.
  • I restanti, Maxim DL e ASI Studio, hanno una base di utenti più ridotta, perciò non li approfondisco oltre.

Tornando alla domanda iniziale: il software di stacking conta? Alla luce di quella prova in cui ASI Studio ha rovinato dei buoni dati durante lo stacking, la risposta è chiara: sì, conta. Gratuito e veloce è senza dubbio allettante, ma se il software sbaglia nella fase di calibrazione o di integrazione, tutti i dati raccolti con tanta fatica vanno sprecati.